Non si torna indietro (scrittura ex-tempore monodirezionale)

-Sei sicuro di volere questo? Se vorrai tornare indietro sarà molto doloroso.
-Non tornerò indietro.
-Saresti l’eccezione. Tutti tornano indietro, sempre.
-Non tornerò indietro.
-Sei dunque disposto ad accettare che d’ora in poi la bellezza abbia i suoi capelli, l’amore il suo volto e il piacere il suo sapore?
-Non chiedo altro.
-Lo chiederai, lo fanno t…
-Io sono diverso, lo vuoi capire? La mia parola è un impegno, e il mio cuore è sincero.
-Cosa sai di lei?
-So quanto basta.
-…che sarebbe?
-So che la amo, e lei ama me.
-L’amore non dura in eterno.
-Vero. Perché si muta.
-A volte finisce.
-Perché si vuole farlo finire.
-E non credi che sia normale? Che possa succedere a tutti? Anche a te?
-Facciamola finita. Non ho bisogno del tuo permesso, sono deciso e nessuno potrà farmi cambiare idea.
-Lei sicuramente potrebbe.
-…sicuramente. Ma non vorrà mai.
-La cosa giusta da fare cambia in base alla situazione. Hai mai pensato a cosa questo comporti?
-…sì, ci ho pensato. Ci abbiamo pensato, insieme. Credo… SO che faremo la cosa giusta. Anche se questo dovesse significare… siamo d’accordo, su questo.
-Quindi in qualche caso…
-Sì. Non ne voglio parlare. Ci sono pur sempre cose più grandi di noi e di quello che proviamo.
-Finalmente, ho la prova che sei umano anche tu! Allora sì, voi due non avrete mai fine.
-…sei un tipo strano, tu. Che nome ti ha dato la tua famiglia?
-Non me l’ha dato, già l’avevo. Il mio nome è il mio corpo stesso, ma puoi chiamarmi Quercia, come fanno tutti.
-Per me va bene… tanto più che credo che il tuo vero nome possa pronunciarlo solo tu.
-Dici giusto, caro mio. Guarda, s’è fatto buio. Col tuo permesso vorrei rientrare, che già da tempo il mio nome s’è fatto come stonato, e di tanto in tanto si allunga con preghiere come “Vecchio scemo, se il Signore dei cieli avesse voluto che prendessi freddo e umidità ti avrebbe messo la pelliccia e le pinne!”.
-Ma certo, Quercia. Anzi, maledetta la mia testaccia che non pensa mai a queste cose.
-Via, via, la tua testa ha di meglio a cui pensare… così come la mia un tempo… quando tornerai, se vorrai, parleremo ancora.
-Tornare? Non ti ho detto che partirò!
-Ma lo farai, e stanotte per la precisione. Non chiedermi come lo so… sappi solo che io conosco il tuo vero nome. Ancor più di quanto lo conosca tu… perché io lo pronunciai già tanti anni fa. E ancora mi inebria il pensiero… oh, che diavolo di un ragazzino, lasciami tornare a casa che ora sto straparlando!
-No, credo di aver capito…
-E invece no! NON hai capito, e sai che io SO che non hai capito!
-Ma sapere questo non significherebbe che…
-Taci. Non devi sempre prendere per vero quello che ti si dice. Alle volte, per far capire bisogna dire il contrario di ciò che si intende.
-Allora non ho capito.
-Precisamente. Vedo che afferri le cose al volo. Buon viaggio, ragazzo.
-A proposito, mi chiamano…
-Lascia stare, per le parole non ho memoria. Bada solo che al ritorno la fiamma che hai negli occhi non sia spenta, e tanto mi basterà a riconoscerti.
-Grazie, Quercia. Arrivederci al mio ritorno.

-…che sarà anche il ritorno mio. Quando tornerai, capirai. Tutto.

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