Diari d’altri - 1939
7 luglio
Un passato dev’essere tanto familiare da poterlo rivivere meccanicamente e tanto inaspettato da farci stupire ogni volta che vi ritorniamo: allora è adatto alla fantasia.
Un’esperienza che vi pareva trita - lasciate passare del tempo - la rivedrete con nuovi occhi e sarà inaudita.
Passare del tempo in silenzio, ringiovanisce individui e popoli.
30 luglio
C’è o non c’è progresso nella storia?
Insolubile, perché mentre tu intendi per progresso l’ingresso nell’assolutezza dei valori morali, e tutto il resto la chiami tecnica (astuzia), altri s’accontentano appunto di quest’arricchimento TECNICO delle condizioni del benessere e lo chiamano progresso.
Non si può giungere all’assoluto per gradi. Quindi non si può trovare l’assoluto in fondo a un’evoluzione storica.
Quindi il progresso (innegabile) non è verso l’assoluto, ma è quantitativo.
Lo stesso in un individuo. C’è progresso tecnico, di astuzia, d’esperienza, ma la portata del ponte è quella dei sette anni. Tal era allora, in assoluto, tale è a trentacinque.
3 agosto
La morale sessuale è un palliativo della gelosia. Essa tende a evitare il confronto con la capacità virile di un altro. La gelosia è il timore di questo confronto.
La tolleranza delle idee nasce dalla illusione che la verità sia qualcosa di irrazionale, mentre appena si accetta il principio che qualunque idea si basa su una scelta iniziale, che la volontà è il primo organo della conoscenza, si diventa intransigenti. Pensare questo o quello è allora incriminabile. Radice pratica dell’errore.
27 agosto
Al 30 luglio aggiungi che per progresso tecnico s’intende anche il perfezionarsi degli ideali morali che, in definitiva, sono un comfort. Il passaggio all’assoluto morale non può invece avvenire nel tempo, dev’essere un annientamento e indiamento completo, che avviene in una sfera metafisica. Qui, il progresso non arriva.
(da Cesare Pavese, Il mestiere di vivere - Diario 1935-1950, Einaudi)
