Stavolta era “ignobile”

StM - Sunday, 12 December 2004, 0:06 - pensieri

O meglio, “Mi avete portata a vedere un film ignobile”.

Sono sempre lì ad origliare i discorsi altrui all’uscita dal cinema. E’ più divertente discutere ad alta voce del finale del film mentre si sfila davanti alla biglietteria, ma i gestori dei cinema si sono fatti furbi e ti fanno uscire dall’uscita di emergenza. E allora ci si accontenta di ascoltare gli altri telespettatori, cosa ne pensano del film. Senza chieder loro il permesso, ovviamente.

Dicevo, questa volta una signora (ragazza? Vabbe’, sarà sui trent’anni, decidete voi in base alla vostra età come definirla) ha definito il film “ignobile”. E questa volta la mia presa di posizione non è netta. La signora potrebbe aver ragione. Peccato non aver potuto sentire le sue ragioni. Anche se, in genere, nessuno sta lì a spiegare le sue ragioni: fa il proclama, “che schifo”, “che capolavoro”, e poi ritorna alla vita di tutti i giorni. Ed è molto meglio così. Avete mai provato ad andare a fondo?

Esempio inventato, basato su esperienze reali:
“Quel film è una schifezza”
“Ma neh? E poi gli attori, sembravano raccattati per strada”
“Ma erano raccattati per strada. E, data questa premessa, la loro prova non è stata poi così male. No, io mi riferivo alla sceneggiatura…”
“Ma come, era l’unica cosa decente!”
“Come decente… era la fiera della banalità!”
“Era un omaggio, riuscitissimo tra l’altro, a [inserire qui il vostro film anni '60 preferito (quelli di cui fanno i remake perché pensano che nessuno se ne ricordi, esatto)]”
“Omaggio? Quel plagio fatto con la mannaia tu lo chiami omaggio?”

Eccetera. Insomma, la “schifezza” di uno non coincide quasi mai con quella di un altro.

A proposito, il film era Donnie Darko. Cosa ne penso? A me è piaciuto, eppure so di non poter dare torto a chi lo ritenesse un brutto film. Ci sono molti difetti, che a me non hanno dato fastidio ma che ad altri potrebbero disturbare tutta la visione del film. Non varrebbe la pena di elencarli tutti, visto che ANCHE quello che per uno sono difetti per un altro sono GRANDI TROVATE CAZZO (sì, proprio con quella parola finale). Ma qualcuno a caso lo sputo, va’.

Diciamo che mi ha infastidito l’impressione generale di collage da molti altri film. Purtroppo l’unico film che ho riconosciuto è American Beauty (ragazzo psichicamente malato, stavolta protagonista, che da copione dovrebbe essere disadattato ma che invece se la cava benissimo e si fa pure portavoce del punto di vista della maggioranza del pubblico, facendoci scoprire che il vero malato è il mondo e non lui; che incontra ragazza problematica non cagata di striscio da nessuno tranne che da lui, nonostante sia abbastanza gnocca con una vaga somiglianza con Jodie Foster, e che pende perennemente dalle sue labbra; poi il finale… be’, nel finale c’è la camera che scorre in orizzontale da sinistra a destra, entrando di volta in volta nella stanza di uno dei personaggi che abbiamo visto nel film, mostrandoceli da soli con loro stessi…), ma sono convinto che di “citazioni” ve ne siano molte altre. Ad esempio il presunto “coniglio gigante”… e no, cari miei, NON è un coniglio gigante: è un tale a grandezza NORMALE ma con una maschera da… se non mi avessero detto che era un coniglio io l’avrei preso per un insetto. E allora perché hanno parlato di “coniglio gigante invisibile”? Per strizzare l’occhio a chi conosce un ALTRO coniglio gigante invisibile. Che non si chiama Frank, ma Harvey (il film è probabilmente parente di questo, scusate se non ho approfondito troppo).

Altri difetti: ci sono scene “standard” (la scena della lezione “secondo voi cosa vuole dirci l’autore”, ormai sinceramente abusata in QUALSIASI film della galassia, con il protagonista che ovviamente è l’unico che sa dare la risposta giusta - con l’unica differenza rispetto al solito che questa volta la risposta è banale), la povera Barrymore è usata come riempitivo -non che non sia in grado, parlando di carne, ma la vedevo bene nel ruolo di insegnante-, e poi una netta separazione buoni-cattivi che proprio nel film il protagonista sembrerebbe confutare, la scienza usata come lubrificante (o meglio, per giustificare alcune stronzate). Insomma, non un capolavoro. Poi magari è colpa del montaggio.

Comunque ripeto che mi è piaciuto lo stesso, il mio cervello incamerava tutte le falle ma poi tornava a dormire tranquillo e si godeva la storia. Olé.

Aggiornamento: be’, manco a farlo apposta, qualcuno su imdb ha osservato alcune affinità tra Harvey e Donnie Darko:
http://www.imdb.com/title/tt0042546/board/nest/7715857
(Occhio agli spoiler…)
Mi sembrano osservazioni (per chi sostiene e per chi nega) un po’ superficialotte, ma riporto per dovere di cronaca (tanto per dire, non è necessario conservare l’atmosfera di un film per ispirarcisi… lo si può anche stravolgere completamente, addirittura fare un film come reazione, ma l’ispirazione si vede). In fondo a imdb si possono iscrivere cani e porci, quindi le “opinioni degli utenti” lasciano sempre il tempo che trovano.

Ora Harvey lo voglio vedere. Facile, eh? Hanno pure fatto due inutili remake, uno nel ‘72 e uno nel ‘98 (l’originale è del ‘50). Sicuro come l’oro che qualcuno commercializza almeno una delle due schifezze, e nessuno commercializza l’originale. E certo, l’originale renderebbe inutile l’esistenza degli altri due… invece sfruttiamo gli altri due facendo credere che il primo non fosse poi così migliore…

Bah, bah, spero di sbagliare.

Aggiornamento del 18 aprile 2005: ah, alla fine Harvey l’ho guardato. I due film non sono parenti, in effetti. Ma come viene dipinta l’insanità mentale è inquietante perfino in quella commedia.

Il cinema è veicolo di sofferenza

StM - Saturday, 4 December 2004, 23:56 - pensieri

“Non mi è piaciuto, perché non l’ho capito”.

Questa è l’ultima delle stronzate che mi è toccato sentire all’uscita di un cinema. Continuo a sperare che quella congiunzione evidentemente sbagliata sia finita lì per un lapsus o una temporanea carenza semantica. In realtà l’ho sentito molte volte, anche da persone che conosco. Pare che sia indispensabile capire per apprezzare. Ma ragazzi, se avete una mente grossa come una nocciola vi piaceranno ben poche cose, al mondo.

Ok, ok, non insultiamo. Però qualcuno mi spieghi perché molti apprezzano solo se capiscono. Ho già l’argomento adatto per confutare la loro posizione. Mi apposto fuori dalla stanzina in cui si sono appartati con il partner, aspetto che finiscano di replicare la battaglia di Salamina, poi gli piombo davanti e chiedo: “Ti è piaciuto?” “Tantissimo” (non fate caso al fatto che non mi picchia a sangue, parliamo per ipotesi) “Ma l’hai capito?” “…”.

Tzè… “capire”… capire ha il suo fascino quando si parla di matematica, fisica, qualsiasi applicazione tecnica. Allora capire ti apre degli universi. Ma quando “capisci” un film, una poesia, una musica, quando li inquadri, li decodifichi… be’, gli universi ti si chiudono. Quelle cose vanno sentite. Non parlo di filmetti dalle trame lineari, di filastrocche, di tormentoni da discoteca. Parlo di opere d’arte che riescono a trasmetterti tante cose contemporaneamente, o meglio, lo farebbero se tu non ti incocciutissi a cercare di “capirli”, a provare tutte le combinazioni di chiave possibili per decriptarli. Ti rendi conto che nel mentre che vai di forza bruta ti perdi tante cose? No?

Senza speranza. Un mondo senza speranza.

Caso tipico: “Che schifo 2001, non succede niente, non parlano mai, e poi soprattutto il finale non l’ho capito“.
“…
…ma vaffanculo”.

P.S: la frase in apertura è stata riferita da una spettatrice ignota al secondo episodio del film Eros, che ho visto stasera. Il film è diviso in 3 episodi, il primo di Antonioni (scritto da Tonino Guerra e Antonioni), il secondo di Soderbergh e il terzo di Wo Ming. Il primo episodio faceva veramente schifo. Non aveva senso (”non si capiva”), non era d’atmosfera, era doppiato da far schifo, aveva dialoghi insulsi. Il secondo mi è piaciuto tantissimo, era divertente e contorto al punto giusto per stuzzicare i miei neuroni preferiti. Il terzo era bello, non nelle mie corde ma apprezzabile.

Però non sono tanto sicuro che la sequenza sia fissa. Ho anzi il terribile sospetto che l’episodio di Antonioni sia stato messo al primo posto per tutelarlo. Leggo da Internet Movie Database:
“Summary: Good First 2/3 of the Movie

And a very bad last 1/3 by Michelangelo Antonioni. I saw this movie last night at the Elgin Theatre at the Toronto International Film Festival and people walked out after seeing the Wong Kar Wai and Steven Soderbergh segments.”

Mah?