My personal IT history - 8. Gioie e dolori del pendolarismo

Ho parlato di treno? Già, perché 4 anni-e-un-po’ fa ho abbandonato la casa natìa per andarmi a impelagare nel Politecnico, Ingegneria Informatica. Pendolare settimanale, partivo in genere alla domenica sera e ritornavo a casa al venerdì pomeriggio.

Come si fa a studiare IngInf se non hai un computer dietro? Be’, i primi 6 mesi non era indispensabile. Ma la soluzione ce l’avevo già…

…ebbene sì, ancora una volta ho usufruito della strumentazione di qualcun altro, il mio prode compagno di stanza portatiledotato. Be’, si faceva a turni e si resisteva. Tanto all’epoca non ero ancora computer-dipendente. Non mi ricordo che cavolo facessi (magari studiavo Analisi?), ma il portatile rimaneva spento abbastanza spesso (e lo usavamo in DUE, non so se rendo l’idea).

A gennaio 2001 succede il patatrack: incontro la donna della mia vita (be’, con gli occhi di allora), e non essendo io cellulardotato stabiliamo di comunicare via e.mail. Circa… una al giorno? Insomma, inizio a monopolizzare il dispositivo. Un paio di mesi dopo, cellulardotandomi, ho leggermente diradato le e.mail e ho dato un po’ di respiro al computer del coinquilino.

Nel secondo semestre (o meglio, nel terzo e quarto emisemestre) il computer cominciava ad essere utile, causa corso di programmazione. Nessun problema: per un po’ ho fatto le esercitazioni, poi ho lasciato abbastanza andare (quell’esame l’ho poi dato a settembre… l’11 settembre).

Di quell’anno ricordo un lieve interessamente verso Netscape 6… ho provato e riprovato a farmelo piacere, dicendomi che era meglio di IE… be’, insomma, ho dovuto ammettere che era TROPPO lento e TROPPO instabile. Probabilmente quello stesso anno, o quello successivo, ho scoperto il browser Opera. Cavolo se era ben fatto. Un gioiellino. Peccato la compatibilità molto latente… ma la strada verso la mia liberazione (vabbe’) era segnata.

Ricordo anche che, da un certo momento in poi, ho iniziato a stressare un po’ il portatile del coinquilino con qualche giochillo… essenzialmente episodi di Final Fantasy per snes. Che ci volete fare… un po’ di crisi d’astinenza c’era (infatti aspettavo con ansia il venerdì per giochicchiare alle mie cose preferite sul pc di casa).

Nella primavera 2002, finalmente il problema del pc-sharing si risolve: mia sorella cambia portatile per via di qualche malfunzionamento, ma mi da la possibilità di vedere cosa non va in quello vecchio. Dopo un po’ di apri-e-chiudi, il portatile torna magicamente a funzionare bene. Lui, e la sua ventola da 80 dB (non per nulla fu battezzato “Ventolino”). Decido quindi che può fare al caso mio, posta l’aggiunta di un po’ di ram (32 mb facevano ridere), e in seguito (fine anno) l’ampliamento del disco fisso (2GB suscitavano anch’essi ilarità - molto più di 30 GB). L’aggiornamento della ram mi va pure di lusso: ne ordino su CHL 64MB, e me ne arrivano 128 per errore. Mi fanno comunque pagare il prezzo dei 64. Così succede che Ventolino si ritrova 160MB di ram, e la vita migliora parecchio (anche se un K6-2 333, a dir la verità, scatta un po’ anche a visualizzare pdf).

Questa occasione arriva al momento giusto: nel momento in cui, cioè, comincio a navigacchiare un po’ troppo spesso, ad attaccarmi al computer per qualsiasi sciocchezza, ecc. ecc.

Poi, nell’aprile successivo, mi viene ADDIRITTURA il fuoco sacro e passo un sacco di tempo a ESERCITARMI di programmazione ad oggetti! INCREDIBILE!!!

Quindi insomma è stato davvero provvidenziale. Per non parlare poi del fatto che ormai scalpitavo dalla voglia di provare linux, ma per questo vi rimando al prossimo capitolo.

Tuttavia, dopo poco più di un anno di possesso di quel portatile, decisi che forse avevo bisogno di qualcosa di più. Motivo? Be’, sinceramente, il motivo principale era che linux non performava granché. Poi, vabbe’, secondariamente non guastava certo un po’ di multimedia, no?

Così nell’estate 2003, un po’ freneticamente (”Lo prendo ad Ottobre… a settembre… no, lo prendo ADESSO!”) ho fatto un signor acquistone, il mio attuale Acer Travelmate 803lmi. Lo pagai caro (ora il suo equivalente nel catalogo Acer costa 500 euro di meno), ma poiché ne avevo bisogno, e tuttora soddisfa appieno le mie esigenze (a parte l’hard disk da 40 GB, aggiornato recentemente a 80), non sono stati soldi buttati. E poi erano soldi ancora di borse di studio che, per fortuna, avevamo tenuto da parte.

Con quel gesto, mi sono improvvisamente trovato con un portatile più potente del mio desktop di casa. E quindi, nessun motivo più di aspettare con trepidazione il venerdì per farmi una partitina di un paio d’ore a Ultima IX (questo l’ultimo gioco che ho finito sul desktop). E nemmeno di intasare il venerdì di stampe delle dispense dei corsi, essendo Ventolino veramente estenuante nella visualizzazione a video (”Cosa c’era nella pagina prima? Per saperlo devo attendere 2 secondi che carichi la pagina, non vale la pena”). Ora il mio “ufficio” era ovunque fossi io. In parte è stato un bene, in parte un male.

Oh, a proposito… sia io che il mio compagno di appartamento adesso teniamo il computer più acceso che no, ora. E’ un segno dei tempi o siamo noi ad essere ormai malati?

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