My personal IT history - 7. Approcci alla Rete
Il primo approccio fu ancora grazie all’allora ragazzo di mia sorella. Uhm… ‘98? Comunque una sera aveva con sé il suo minuscolo portatile/palmare (era a tutti gli effetti un pc, ma era grosso come un palmare, con lo schermo da 6″; era un microfornetto, nel cui petto batteva un cyrix 586, forse 233) con modem pcmcia. Non so come, non so perché, ma gliel’avevo “sequestrato” e ci ho passato a navigare, se non tutta la notte, almeno buona parte (il poverino ha dormito da noi, mi sa). A veder cosa, non ricordo (giuro, non pensate male!). Comunque mi stupisce tutt’ora come fossi in grado di navigare agilmente senza averlo mai fatto prima… evidentemente ne avevo letto fin troppo, di Internet.
Poi un giorno (credo estate ‘98) mia sorella comprò il portatile (di cui narrerò le gesta), e anche questo aveva un modem PCMCIA (all’epoca i modem costavano un centinaio di mila lire, mica potevo comprarne uno a cuor leggero). E casualmente mia sorella stava giusto giusto a casa nostra… dunque, visto che a lei il computer serviva di giorno, io lo usavo di notte. A volte esageravo, arrivavo proprio fino alle prime luci dell’alba. Ma ricordo quel periodo con tenerezza: avevo un approccio alla rete, sebbene così intenso, di curiosità e di scoperta. Ora non è più così, la rete è una cosa ormai “scontata”. E, diciamocelo, è diventata così piena di stronzate che navigare è faticoso.
Quello che mi rendeva così piacevole navigare era soprattutto il mondo dell’emulazione di console e arcade. Era un po’ un tuffarmi nei ricordi di qualche anno prima, di quando mi spendevo compulsivamente (no, scherzo) le 200 o 500 lire al bar. Non era solo una questione di scaricarsi le rom, ma anche di sfogliarsi pagine che parlavano di questo o quell’altro gioco, di questa o quell’altra piattaforma.
…
Vabbe’, non mi credete. Pazienza :D
Non so quanti giorni esattamente feci quella vita. Penso non troppi, perché non siamo andati sul lastrico.
L’anno scolastico successivo (ero in quarta) il mio compagno di classe di cui mi pare di aver parlato mi fece dono del suo modem 33k, essendosi dotato di un 56k (vi ricordate i due standard 56flex e X2, o qualcosa del genere? Be’, erano finalmente stati fusi nel V90 - se non vi sono stati passaggi intermedi che ho scordato). E qui, signori, vi diedi dentro “come nelle zucche”, qualsiasi cosa questo modo di dire significhi (ho una mia idea sconcia, basata sulla visione del film “Tassisti di notte”, ma non ve ne rendo partecipi).
Per la connessione dovevo attaccare il modem ad una presa tramite prolunga, e liberare la presa appena finito perché “mascherava” quella del telefono (solo l’anno scorso, 2003, ho deciso che forse una modifica di 15 minuti e un buco nel muro mi avrebbero risparmiato questo sbattimento - infatti).
Il dialup tariffato a tempo è stato mio compagno fino a marzo 2003, quando ho deciso di fare un abbonamento annuale con NGI: F4 AUP 3. Voleva dire che si avevano 21 ore settimanali garantite senza disconnessioni. Superate le 21 ore nei 7 giorni precedenti, in caso di intasamento della rete si veniva disconnessi senza pietà. Dopo la prima disconnessione si dovevano attendere 2 minuti per riconnettersi, dopo la seconda 4, la terza 6, e così via. Certe settimane è stato un po’ la mia tortura, bisogna dire. Soprattutto perché ho cominciato a frequentare assiduamente un forum, e sapete bene che in un forum non è tanta la banda che si fa passare quanto il tempo che si impiega a leggere. Bene, immaginatevi la combo diabolica “connessione che salta dopo 10 secondi che ti sei connesso” e “forum lento come un gargoyle di pietra FERMO”. Stressante. Per non parlare del fatto che negli ultimi tempi venivo disconnesso anche senza fare chissà quale traffico.
A gennaio 2004, in previsione di farne il mio successivo mezzo di navigazione, mi sono procurato un Siemens S55, mandando in pensione il mio vecchio C25 (che funzionava ancora, ma immaginatevi che ci scrivevo decine di sms al giorno… sì, senza T9). L’S55 credo ce l’abbiano tutti i tecnici della terra… ha veramente sfondato nel settore business. E a ragione, visto che è un gprs di classe 10 che fa più che bene il suo lavoro di telefono e di modem.
Scaduto l’abbonamento con NGI, ho iniziato le connessioni gprs con Vodafone. Questa volta, nessun limite di tempo, né di traffico. Una pacchia. Oppure l’inizio della fine, visto che mi ritrovavo a computer connesso anche senza averne un effettivo bisogno. Nell’ultimo anno (2004) il mio tempo speso online è aumentato drasticamente.
Non è cambiato molto quando Vodafone ha introdotto il limite di 500 mb mensili (a parte che magari i pacchetti da 100 mb li scaricavo altrove), ma sono comunque passato a Wind dopo qualche mese (a settembre), per usufruire dell’offerta senza limiti di traffico (e, per giunta, apparentemente a rinnovo garantito - mentre per Vodafone si parlava sempre di “promozioni” limitate nel tempo, e semmai rinnovate): ottimo tempismo, visto che un mese dopo l’offerta non era più sottoscrivibile.
Così ora sono un triste individuo che, siccome PUO’ collegarsi alla rete anche in treno, allora LO FA. Ma forse è il caso che ricominci a leggermi dei libri, che è meglio.
