My personal IT history - 3. Il primo pc
…non si scorda mai. Devo dirlo per contratto.
E’ stato davvero appassionante trovarmi a casa un pc. Quante stupidate, facevo! Ma la voglia di imparare era tanta.
Purtroppo non mi ricordo bene in che anno l’abbiamo comprato… a cavallo tra il 1993 o 1994, sicuramente.
Il pc era un IBM PS/1, Intel 486sx 25, 4MB di ram, 170MB di hard disk, scheda video integrata, monitor 14” (che funziona “bene” ancora adesso, mitica IBM), nessuna scheda audio, nessun lettore cd; era ancora l’epoca in cui si parlava di “IBM Compatibili”, ma diciamo che erano gli ultimi anni.
Il sistema operativo, dos 6.2 (credo) e Windows 3.1. Non male, in fondo. All’avvio c’era un menu in cui si poteva scegliere se avviare Windows, dos, un accrocchio chiamato “dosshell” (che io apprezzavo, in fondo… mi è dispiaciuto non trovarlo più in dos successivi), oppure creare dischi di ripristino (una quindicina di floppy di roba zippata… li avevo fatti, ma irrimediabilmente un paio avevano salutato con tanto di cluster danneggiati… e allora tutto da buttare).
I primi tempi Windows era d’obbligo. Mi ero incantato a seguire il tour guidato di introduzione, con i rettangolini da disegnare e i doppi click che gli cambiavano colore… magico. Seguito due-tre volte il tour, ero finalmente in grado di aprire le applicazioni cliccando. Perlomeno, se erano in uno dei “gruppi” con la loro bella iconcina.
Ci aveva gettato nello sconforto quella volta che, non si sa bene come, il gruppo “Principale” (mica pizza e fichi) era stato eliminato per sbaglio (non ricordo più da chi). Dopo giorni, forse settimane di ricerche, ero riuscito a ripristinarlo. E’ stata la mia prima vittoria informatica, e mio padre per la soddisfazione mi aveva elargito anche una discreta sommetta.
Installare del software, e soprattutto del software per dos, era per me tuttavia materia del tutto oscura. Un poco mi venne in aiuto mio padre, insegnandomi quei 3-4 comandi che sapeva lui (cd, dir, format, quelle cose lì), ma soprattutto inizialmente facevo tutto da Windows. Click, click, click. Eh, mica facile, finché non ho capito che i programmi veri finivano sul disco fisso e non nell’entità astratta “Program Manager”.
Avuto il computer, la prima cosa a cui ho pensato, ovviamente, erano i videogiochi. Sarebbero finalmente finiti i tempi in cui invidiavo i miei amici, possessori di Nintendo, Sega, Amiga e compagnia giocando?
Il mio terzo ingresso nel mondo videoludico per pc è stato fortunato, perché la prima rivista che ho comprato è stata una buona scelta: PC Game Parade, la versione italiana di una rivista inglese che ora non ricordo. L’humor inglese mi è rimasto parecchio addosso, e un po’ mi manca. Le solenni stroncature erano delle perle che non mancavo mai di leggere (anche se magari la traduzione rovinava un po’). Presi il primo numero perché era allegato un floppy da 1,44MB, e nel foglietto che stava sopra il floppy campeggiava un’immagine di Xargon, un gioco shareware dalla grafica decisamente carina. Costo 15000 lire, una bella botta. Ma ne è valsa la pena, il gioco mi ha appassionato per mesi. E’ stato probabilmente il primo software installato che sono riuscito a far partire… clicca che ti clicca. Sì, era per dos ma lo facevo girare da Windows. Via, non era troppo un problema… a parte che per sparare si premeva SPAZIO e per saltare ALT, così finivo “windowed” un po’ troppo spesso… ma ho risolto scoprendo che per sparare andava bene anche SHIFT.
Ah, già… ho detto “terzo” ingresso. Volevo farvi un po’ impazzire parlandovi del primo e del secondo dopo il terzo.
Il primo ingresso è stato un pomeriggio in cui, accompagnato da mia madre, sono andato in un negozio di computer (che in seguito ho imparato a non apprezzare per altri motivi), a chiedere “un videogioco”. Ero completamente digiuno di qualsiasi nozione aggiornata sull’ambiente, me ne hanno mostrati un po’… uno mi sembra quasi che fosse Doom, infatti c’era una scatola impressionante che ho subito scartato. Per i rimanenti, non sapendo nemmeno che roba fossero, ho seguito il criterio del prezzo. Così ho portato a casa un gioco budget, “Hill Street Blues”, una specie di simulazione di commissariato, che non sono mai riuscito a capire come funzionasse. Oh, be’. Sbagliando si impara.
Il secondo ingresso è stato grazie al mio compagno di classe Loris, che mi ha passato un po’ di giochi che aveva sul suo 286. Non mi ricordo esattamente quali né esattamente quando, ma vabbuò. Per un po’ il riferimento per gli scambi di software è stato lui, poi un altro compagno di classe ha copiato ad entrambi Prince of Persia e non ce n’è stato più per nessuno… ma questo un po’ più avanti.
Se non ricordo male, fu ancora su questo computer che potei provare la demo di Descent, trovata allegata (due dischetti! Lusso!) a PC Game Parade. Ragazzi, come mi ha preso quel gioco! Lo gioco ancora adesso, su linux. E’ stato anche il primo gioco che ho giocato nonostante fosse scattoso.
I ricordi si fanno decisamente fumosi, i prima e i dopo non mi sono del tutto chiari. Comunque è certo che un giorno, credo d’estate e credo nel ‘95, il fido PS/1 cessò di funzionare. Prese una brutta botta, non sappiamo esattamente come. Come se si fosse fritto. Bene, mandiamolo in assistenza.
Eh, eh, eh…

