Mestiere: Piagnucolone

StM - Sunday, 24 October 2004, 23:07 - diario

Quando ripenso al me stesso bambino, mi odio profondamente. Non che adesso mi ami alla follia, ma è già meglio.

Uno dei miei tanti difetti era la tendenza a piagnucolare, almeno in modo figurato.

Mi è tornato alla mente il giorno dopo la morte del nostro criceto. A scuola - ero alle elementari -, all’intervallo si giocava… ai criceti. Ebbene sì, non so se fosse colpa mia che di ’sto criceto forse raccontavo vita morte e processi andati in prescrizione, o se la moda fosse stata avviata da qualcun altro, fatto sta che si circolava per la classe gattoni (o cricetoni, diciamo) e si vivevano le incredibili avventure di una sorta di famiglia di… criceti, già (stento a crederlo anch’io).

Tra l’altro mi ricordo un fatto tenero, di quel gioco… una volta, era forse successo che una mia compagna di classe mi avesse dato furtivamente un bacio sulla guancia (ho fatto casino coi congiuntivi, buon divertimento). Non sono proprio sicuro che volesse darmelo, ma vabbe’… il fatto importante è che io, neo-diplomato Idiota (altro mio difetto… di allora), non abbia trovato di meglio da fare che gettarmi a terra, non so bene con quale motivazione (no, non era per farmi violentare)… gettando nell’imbarazzo più immeritato (sia che il bacio ci fosse stato che se non ci fosse stato) la mia compagna. In realtà un bacino da lei era al vertice delle mie aspirazioni. Ma “giovane” e “stupido” vanno a braccetto.

Non vorrei far passare il messaggio illusorio che ora io sia meglio. Diciamo che sono sempre pessimo, ma con stile.

Comunque, dicevo, piagnucolone. Il giorno dopo che era morto il nostro criceto andavo pretendendo che i miei compagni non giocassero a quel gioco, per rispetto del mio lutto. In realtà non sono sicuro che fossi davvero così triste. Forse era più il desiderio di essere compatito che il dolore in sé.

Checklist per i prossimi anni della mia vita:
1) Smetterla di giustificarmi
2) Smetterla di sbagliare (così non sento il bisogno di giustificarmi e risolvo il punto 1)
3) Iniziare a fare qualcosa (così però rischio di sbagliare più spesso… non ne uscirò mai fuori)

Belàn, ho scelto la facoltà giusta (e altro)

StM - Friday, 22 October 2004, 10:02 - risorse e link, segnalazioni

Interessante questo sfogo su Punto Informatico… tra le varie osservazioni, l’applicazione della legge della domanda e dell’offerta alle lauree: tanti laureati significano un’offerta elevata, e perciò una retribuzione più bassa per tutti.

Che sia vero o no, c’è da essere tristi.

Rallegriamoci con questa notizia sulla ripresa delle ostilità verso i brevetti software. Vabbe’, non è una notizia. Facciamo finta che lo sia, ok?

Da tenere sempre sott’occhio, le FAQ sul decreto Urbani (il mio amico Nettezzi).

Per dovere di cronaca, sempre da Punto Informatico riporto una debolezza sfruttabile in browser che fanno uso di tabbed browsing, qui.

Poi da Slashdot, una discussione quasi oziosa su mp3, wma, ogg, aac e chi più ne ha più ne metta formati audio.

Una scheda video amichevole per il software libero: è fattibile, dicono, ma è anche opportuno farla?

Qualche sviluppo sulla faccenda del sequestro degli hard disk di Indymedia in Gran Bretagna (insieme ad altre news). Ci si interroga se sia stata violata qualche legge britannica, e in tal caso cosa si possa fare. Allo stesso link, un gustoso calcolatore della Legge di Murphy.

La data della scoperta dell’America?

StM - Monday, 11 October 2004, 17:50 - pensieri

Se si intende la scoperta fisica del continente da parte di un equipaggio ufficialmente riconosciuto dalla società europea e “occidentale”, 12 ottobre 1492.

Se si intende la scoperta mediatica degli Stati Uniti d’America, 11 settembre 2001.

A parte l’assorbimento costante di chicche e schifezze (indifferentemente) cinematografiche, in fondo l’America non era poi così vicina, prima di quella data, vero? Ci avrete già pensato, ne avrete già discusso. Siamo sempre più americani. Eleggere il Presidente degli Stati Uniti con i voti di tutti gli abitanti del mondo è ancora una boutade, ma per quanto lo rimarrà?

La domanda del titolo è una cosa talmente ovvia che credo si dovrebbe avere il diritto di NON sapere la risposta. Stamattina, alla radio, nel bellissimo autopulman sostitutivo delle fs che ho dovuto prendere per il SOLITO ritardo di 20 minuti che mi ha fatto perdere la coincidenza, un tale diceva a un altro tale che ieri sera dei tali (=le iene) hanno fatto vedere un servizio in cui ponevano a degli altri tali (=parlamentari) la suddetta domanda. E meno male che qualcuno ha risposto sbagliato, sennò il servizio non aveva senso. Ma hanno risposto davvero sbagliato?

“Signor Biagi, cos’è che più le manca della televisione?”

StM - Sunday, 3 October 2004, 20:45 - informazione e TV

“Max e Tux”.

Volete vedere come potrebbe essere la televisione italiana se fosse fatta da chi la sa fare? Guardatevi “Che tempo che fa” dal venerdì a domenica, alle 20.

Stasera Fazio ha intervistato Biagi. Già, non avete letto male: Fazio ha intervistato Biagi. Va così, un giornalista per parlare in televisione dev’essere intervistato. Deve esserci un filtro. Per fortuna, Fazio è un buon filtro. Speriamo che duri.