Scelta?
StM - Tuesday, 31 August 2004, 16:02 - digitalismi, informazione e TV, pensieriIeri sera ho guardato “La donna della domenica”, su La7. Il film è interessante, divertente e anche un po’ spudorato (tanto da farmi rendere conto di quanto siano “acquetta” i film di oggi, cioè di quanto sia illusoria l’impressione che con l’andare del tempo la libertà di espressione debba per forza essere maggiore), ma non voglio parlarne perché la cosa sarebbe fin troppo lunga. Vorrei invece mettere la lente di ingrandimento su La7, per poi allargare il campo. Prima però vi riporto una delle tante battute fenomenali (parafrasata):
-Ottima scelta, signore, è un pezzo unico!
-Veramente me ne servirebbero due…
-Lei è fortunato, di questo abbiamo DUE pezzi unici!
Non so se ve ne siete accorti, ma La7 programma spesso e volentieri bellissimi film italiani (e stranieri, ma veder trasmessi dei film italiani, purtroppo, è da ritenersi un fatto eccezionale, in Italia) degli anni andati. Non solo questo, ma li fa frequentemente precedere da un esauriente (e coinvolgente) documentario di 45 minuti, “La valigia dei sogni”, a cura di Alberto Crespi. Nel caso specifico de “La donna della domenica”, guardando il documentario mi sono reso conto di quanto poco io conosca Torino (mercato del baloon, o balùn che dir si voglia? Mai sentito!).
La7 è un canale che guardo spesso. E’ pieno di televisione VERA, nel senso di televisione che informa, televisione che intrattiene, televisione che educa. Oltre ai film, io e il mio coinquilino spesso non riuscivamo a fare a meno di 8 e mezzo (e, visto che non sto parlando di film, intendo il programma di informazione)… nonostante l’evidente calo dei coprotagonisti del mattatore Giuliano Ferrara (dal grande Lerner, al buon Luca Sofri, alla snervante Palombelli).
Frequentando il forum di tgmonline, capita spesso di sentire “Per me in tv esistono solo La7 e rai3″. Questo lo dicono gli esasperati dallo stato pietoso in cui versa la televisione italiana… quella che Berlusconi ha contribuito a creare ma che i figli di Berlusconi non guardano, avete capito (e così ho infilato Silvio anche qui). Ma non parliamo solo di televisione, il discorso che volevo fare era un altro.
Sempre sullo stesso forum, si sente dire spesso “usi Internet Explorer? Ma passa a Mozilla o Firefox!”. E il semplice scegliere un browser piuttosto che un altro (quello che, tra l’altro, sentiamo come un’imposizione) sembra un gran passo, una grande presa di coscienza, la riaffermazione del nostro io in un mondo che sembra abbia bisogno di noi solo come una dinamo può avere bisogno di un qualsiasi criceto sulla ruota. Un’autoillusione?
Forse. Si tratta solo di azioni passive, in fondo, no? I veri “eroi” sono quelli che creano il palinsesto di rai3 e La7, e quelli che programmano Firefox, no? Eppure se non ci fossimo noi, pigri quanto vogliamo ma capaci di scegliere, il loro lavoro non avrebbe senso. E poi c’è dell’altro.
Un browser e un canale televisivo sono finestre sul mondo. Non su tutto il mondo, ma su un certo mondo. Con gli occhi e il corpo arriviamo fino ad un certo punto, ma per il resto dobbiamo, siamo obbligati ad affidarci alle finestre concesseci da qualcun altro. E allora quelle diventano anche le NOSTRE finestre.
Chissà se il digitale terrestre aiuterà davvero ad aprire qualche pertugio in più… il rischio che i pertugi si aprano sempre dallo stesso lato della casa è molto alto, ma non si sa mai. Magari un giorno da quel lato ci asfalteranno una bella tangenziale… aspettiamo fiduciosi. Magari anche qualche ministro più competente di Gasparri non guasterebbe (adesso rivuole gli incentivi per il digitale e l’adsl, perché “hanno avuto tanto successo” - per l’ADSL ci credo! La Telecom aveva la sua percentuale e ha venduto AliceADSL anche a chi non la voleva, con un’aggressività inaudita; sugli incentivi per il digitale non sono così convinto, ma ne parleremo un’altra volta).
Per quel che riguarda i browser, già molto tempo fa, al tempo della browser war (per ora conclusasi a favore di Microsoft), si erano sollevati i timori su quanto potesse diventare fragile la Rete in uno scenario di browser unico: significava un’estrema facilità di censura, una volta che questo fosse stato necessario. Bastava agire su UN programma posseduto da tutti, magari istituendo un obbligo di registrazione ai creatori di siti per l’ottenimento di una chiave di autorizzazione, ed ecco lì che su(ll’) Internet avrebbe potuto parlare solo chi era “approvato”.
Forse la faccio grossa, forse si tratta solo di due tette e culi di troppo in tivù che non fanno male a nessuno, e Microsoft fa nient’altro che il suo mestiere… forse, ma come dice il proverbio: “Picchia www.microsoft.com con Firefox, quando torni a casa, la sera; tu non sai perché, ma lei sì” (l’originale è una stronzata che non vale nemmeno la pena ricordare).
ATTENZIONE: finale con morale (più che altro un esercizio).
La libertà non va data per scontata, mai. Non va nemmeno regalata. Non va venduta. Non va affittata. Non va noleggiata. La libertà non è un bene commerciabile. A volte si deve comprarla, questo sì. Ma preferirei usare il termine conquistarla con denaro.
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P.S: Che palle un blog che rimane fermo per settimane per poi avere due post nella stessa giornata, eh?

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